Rispetto all’uomo il cane riesce a percepire suoni che provengono da maggiori distanze e a localizzarli con maggior precisione.
I cani sono in grado di udire le note molto acute poiché le loro prede abituali emettono questo tipo di segnali. L’ uomo percepisce fino a 20.000 Hz, il cane fino a 40.000.
I padiglioni auricolari devono essere mobili per permettere l’individuazione veloce e accurata della provenienza del suono, discriminandone l’origine grazie alla massa della testa tra le due orecchie e quindi alla differente percezione tra un orecchio e l’altro.
L’emissione di suoni (l’abbaio, l’ululato, il guaito, l’uggiolio, ed il ringhio) è particolarmente utilizzata nel cane domestico.
Nei cani che vivono in casa questa tendenza ad usare il canale acustico è superiore rispetto a quelli che vivono in ambito esterno alla casa. Cio’ è probabilmente dovuto al fatto che sono proprio i conviventi umani che contribuiscono a far sviluppare questo canale comunicativo rispetto ad altri perché a loro più congeniale.
Se scegliamo di usare segnali acustici (voce, fischi, clicker) è importante che cerchiamo di impiegare sempre gli stessi termini e sempre le stesse intonazioni, adattate ai vari significati che vogliamo far capire in modo chiaro al nostro cane. Se si è consapevoli di avere una voce stridula o in falsetto è molto meglio non usarla per impartire comandi.
I cani possono emettere una varietà assai assortita di vocalizzi che noi possiamo riassume in ringhio, abbaio, ululati e guaiti ma ognuno di essi ha diverse sfaccettature con diversi significati e vengono distinti dalla tonalità del suono, dalla sua durata e frequenza e dalla velocità di ripetizione.
Piu’ la tonalità è bassa piu’ indica sicurezza e leadership, piu’ la tonalità è alta piu’ indica insicurezza.
I suoni brevi sono sempre associati a dolore e paura, piu’ invece sono lunghi piu’ indicano che il cane sta prendendo una decisione sul da farsi ad esempio quando un cane emette un ringhio a bassa intonazione e lungo indica che ha tutte le intenzioni di difendere il territorio e di non cedere ma sta pensando come agire.
Se il suono invece è molto ripetitivo indica molta eccitazione, ad esempio quando si passa con il proprio cane davanti ad una cancellata con dietro altri cani, invece quando il suono si ripete molto lentamente indica il contrario ovvero poco interesse.
Il cane comunica con i proprio simili e con l’uomo attraverso la voce, basti pensare che un cucciolo inizia a emettere dei piccoli gemiti che permettono alla madre di riconoscerlo ed individuarlo ed in seguito il cucciolo si rivolgerà in questo modo anche con l’uomo perché scoprirà che con essi l’uomo presterà attenzione alle sue richieste.
Ha imparato a considerare l’uomo come parte del proprio branco e quindi userà gli stessi modi impiegati per comunicare con i suoi simili.
Il cane ha una vasta gamma di vocalizzi e a seconda della tonalità possono essere degli avvertimenti o dei richiami ad esempio quando un cane soffre di ansia da separazione in assenza del suo padrone, inizierà ad ululare, bene questo ululato ha il significato “torna da me non voglio restare solo”.
Certe volte comunque dobbiamo ammettere che anche noi esseri umani rinforziamo questi vocalizzi: ad esempio quando il nostro cane abbaia e noi lo rimproveriamo non facciamo altro che rinforzarlo in quanto ottiene la nostra attenzione, quale miglior cosa!
Dopo tutto questo è importante dire che i cani comunicano attraverso i loro vocalizzi e non conoscono purtroppo il significato delle nostre parole e quindi dovremmo essere noi ad insegnarglielo.
Un cane può imparare molte parole, ma il suo apprendimento è dato dall’educazione, dall’osservarci e dal sentirci parlare.
Il cane coglie non tanto la parola stessa (le parole dell’uomo sono segnali paraverbali) ma il nostro tono di voce, la cadenza, il ritmo con cui la pronunciamo, è molto piu’ sensibile al nostro volto, alle nostre espressioni, all’intonazione e ai nostro gesti e addirittura al nostro odore piuttosto che alla parola che stiamo emettendo.
E’ utile durante l’apprendimento di un comando utilizzare sempre lo stesso tono per il comando che stiamo insegnando cosi l’apprendimento risulterà piu’ veloce che se invece utilizzeremo diverse tonalità generando molta confusione nella testolina del nostro amico.
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